Come scegliere il tuo PIANO COTTURA

La vetroceramica è il materiale di cui è composto il piano a induzione o di cui può essere composto il piano elettrico.

Quello che cambia è la tipologia di elemento riscaldante, che può essere di tre tipi:
-Elettrico (Piani Radianti)
-Alogeno (Piani “Vetroceramica”)
-Induttore

PIANI COTTURA RADIANTI

Il principio del piano cottura radiante consiste semplicemente nello scaldare una resistenza alloggiata sotto ad un piano in materiale vetroceramico. Il calore generato dalla resistenza posizionata sotto la superficie del piano scalda prima la vetroceramica, che poi per trasmissione scalda il pentolame.

Tale passaggio comporta inevitabilmente un notevole spreco di energia, infattisolo il 47% dell'energia assorbita si trasforma in calore. Una pentola contenente 1 litro di acqua impiegherà circa 8 minuti per entrare in fase di ebollizione. Sono necessarie pentole con un fondo piatto.

PIANO COTTURA ALOGENI

I piani cottura alogeni attraverso delle potentissime luci alogene infrarosse ad alta efficienza poste sotto al piano cottura in vetroceramica, riscaldano il pentolame. Trattandosi di luci infrarosse, il calore trattenuto dal piano in vetroceramica è inferiore rispetto a quanto accade con i piani cottura radianti.

Ne consegue un rendimento maggiore, pari al 58%. Una pentola contenente 1 litro di acqua impiegherà circa 7 minuti per entrare in fase di ebollizione. Sono necessarie pentole con un fondo piatto ed opaco per non riflettere gli infrarossi.

PIANI COTTURA AD INDUZIONE

I piani cottura ad induzione, attraverso delle speciali bobine poste sotto al piano cottura in vetroceramica, generano un campo magnetico, il quale viene direttamente trasferito al pentolame, convertendosi in calore.

Il rendimento offerto dai piani cottura ad induzione è infatti pari al 92%. Una pentola contenente 1 litro di acqua impiegherà in questo caso soli 3 minuti per entrare in fase di ebollizione.Sono pentole dotate di fondo magnetico (quindi ricco di materiale ferroso).

Piani radianti e alogeni confrontati con l’induzione

Un piano a induzione si attiva solo quando è presente una pentola e la vetroceramica che lo ricopre rimane relativamente fredda. Nei piani radianti e alogeni, invece, la superficie si scalda e può causare ustioni, oltre a correre il rischio di lasciarlo acceso anche senza una pentola sopra.

Un piano a induzione è molto facile da pulire, mentre la pulizia di un piano radiante o alogeno, in alcuni casi, può risultare piuttosto critica poiché le elevate temperature delle zone di cottura tendono ad abbrustolire i residui di cibo che potrebbero cadere sulla superficie. In particolare, lo zucchero cristallizza divenendo un tutt’uno con il piano stesso, rischiando di rovinarlo.

Il consumo di un piano ad induzione è inferiore rispetto a quello di un piano radiante o alogeno. Nei piani ad induzione, per contro, si è più vincolati nell’utilizzo di pentolame: non si possono, per esempio, utilizzare pentole antiaderenti o la moka, che solitamente sono fatte di alluminio.

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